martedì 20 settembre 2022

Una poesia di Carmela Laratta: "Se io potessi assomigliare a certe notti"


ph Miriam Bruni


Se io potessi assomigliare a certe notti
a trama larga per le cinciallegre,  
rinfocolarmi con l' alito del bosco,
acquerellando la serietà del corpo, riuscirei a liberare i sogni lesi
da questa frenesia che ci attanaglia.
Fare le prove generali di trincea
e sdilinquare il dovere
e sgusciar via,
dove nessuno conosce il mio indirizzo
e sa le nuvole, i bisogni dei puledri.
Ma il campanello incombe. Destruttura.
Picchia più forte sul muro la pretesa,
l' illogica paura della gente, supplica vita per non chiudere gli occhi,
poi si dimena nell'alba che incornicia
- con l' ansia adunca che sgualcisce e deteriora,
bauli inerti di tralicci di pensieri,
il giorno pesto che moltiplica le liste -
e la stanchezza fa tara alle lenzuola,
è il bianco e nero di un lapis senza punta
- lui che mi usa e mi rimpicciolisce -
Anche il mio corpo anela all' abbandono.
Lasciatemi così. Come una pietra.

Carmela Laratta

lunedì 12 settembre 2022

Una poesia di Giorgia Monti, "Oggi di me"

Oggi di me

vedere l'oltre
l'oltre mezzo secolo
di qualche anno
oltre
Questo dire
a me
Signora
così straniante
Le innumerevoli metamorfosi
che sdruciscono gli organi
- gli infinitesimali crolli
le lesioni che
non hanno bocca
L'accumulo di pensieri
che sfiomba
L'addensarsi del sangue
che mi smemora
A tavola accettare
di Lucrezio il mio
misconoscere la storia
- oh Milo, Milo il Grande!
siedimi ancora e ancora
accanto
investimi con la tua
parola buona
a tenermi lontana
dalla vita che sono
La fatica
troppa
tutta sotto le palpebre
- che tu, tu non veda
ciò che più forte sento
perché troppo
e troppo forte io
sempre da sempre
ho sentito
Poi sola
sull'argine
sorprendere
il mio occhio
un'altra volta
estatico
per effetto
di una luna
a me gigante
- luna
Dea di ogni dio
madre di tutte
padre dei padri
Di nessuno
figlia
Da nessuna
nata
Rimirarla
in ogni sua forma
in ogni suo gioco
d'ombra
Guardarla
mantenere
il segreto
Nel mio piccolo piccolo
cono raccoglierla
Sversarmi
raggiante
con l'aspirazione
che unica rimane
di raggiungerla

Una poesia di Virginia Farina: "Gli equilibristi"

Gli equilibristi

Non sono sufficienti le parole
che porto in tasca come una scorta
di nocciole nella fame
a coprire la distanza tra la mia bocca
ed il tuo orecchio
a segnare i passi della via
che dal mio cuore rosso
porta al rosso del tuo cuore.
Noi, in equilibrio sulle linee diritte
e spezzate dei versi
capaci di affacciarci alla vertigine
del bianco in una pagina,
proprio noi che ricamiamo il suono
e lo affiliamo come la lama
l'arrotino, noi che lo facciamo lucente
e penetrante perché affondi meglio
nella carne,
noi che con mani piccole versiamo
la vita dentro una parola
e la componiamo perché ogni piega
contenga lo slancio dell'immenso,
noi che ci indoviniamo poeti
nella voce segreta che ci vigila alle spalle
noi ci incontriamo poi soltanto
nell'indicibile che passa
per i nostri occhi.


Ai poeti e alle poete che ho sfiorato ieri nella premiazione di Versante ripido
per tutto ciò che è stato detto e ciò che è stato impossibile dire
Con gratitudine. virginia (Settembre 2022)

sabato 3 settembre 2022

Una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano: "Il passato"


Il passato

Il passato si sta seccando,
i fiori di sangue appassiscono,
perdono i petali,
lasciano la vita che fu
a sorridere bugiarda.
Labbra aperte
per mancanza d'amore...
Il Passato racconta
una vecchia miseria
corrosa, silenziosamente,
sotto il sole.
Una brezza che passa,
un ricordo che sospira,
raccolto della sera che muore.
Gracile voce di cose amate,
abbracciate a un vecchio silenzio.
Nella terrificante inanità
dell'esperienza
esiste nella ragione
un pensiero di amore cancellato.
Un girone di ombre
copre la vita.
Y. C. L.

venerdì 2 settembre 2022

Una poesia di Claudia Brigato: "Lascia che io mi compia"



                                                               ph Miriam Bruni

Lascia che io mi compia –perfetta e piena–
sotto un sole ammansito
–d’autunno–
quando le vigne si spalancano in grappoli
e di acino in acino corre la voglia di vendemmia.
Lascia che inondi –libera e leggera–
filari, orti, paesi e città
–nel mezzo del giorno–
come fa il mosto che odora i fossi
stendendo a riva rane
ubriache e felici.
Ricorrimi e riprendimi. Piano
reincarnami
con la pietà con cui la foglia
custodisce il sonno
del moscerino stanco.


Claudia Brigato