giovedì 22 ottobre 2026

La solitudine...secondo Chico Buarque de Holanda

La solitudine non è la mancanza di persone con cui parlare, mangiare, 

passeggiare o fare l’amore.

Quella si chiama Carenza. 

La solitudine non è ciò che sentiamo per l’assenza di coloro che amiamo, 

e che non torneranno.

Quella si chiama Malinconia.

La solitudine non è il ritiro volontario che le persone, a volte, impongono a se stesse nel tentativo di ricostruire i propri pensieri.

Quello si chiama Equilibrio. 

La solitudine non è il claustro involontario che il destino ci infligge

affinché possiamo riappropriarci della nostra vita. 

Quello si chiama Principio di natura.

La solitudine non è il vuoto intorno a noi.

Quella si chiama Circostanza. 

La solitudine è molto più di questo.

La solitudine è ciò che arriva quando smarriamo noi stessi 

e girovaghiamo invano alla ricerca di quella che una volta 

è stata la nostra anima. 

Chico Buarque de Holanda


c’è la rapidità e c’è la lentezza...(José Tolentino Mendonça)

RAPIDITÀ E LENTEZZA

Nell’esperienza che facciamo della vita c’è la rapidità e c’è la lentezza. 

Ed esse coesistono in noi come realtà non necessariamente opposte, ma come l’argilla dove la vita è chiamata a scoprire la propria forma. 

Per capirlo, però, abbiamo bisogno di sapienza spirituale. Dobbiamo imparare ad affrontare quel che è rapido con cuore distaccato e, soprattutto, grato. 

La rapidità di tutto ciò che vorremmo vedere prolungarsi, ma così non avviene. La rapidità di un azzurro senza crepe. 

La rapidità della leggerezza. 

La rapidità dell’applauso. 

La rapidità dello stupore e del fascino. La rapidità dell’armonia senza turbamenti. La rapidità del puro incanto e della delizia pura. 

La rapidità di quel sentimento che a volte sperimentiamo quando vediamo che tutto è al posto giusto. 

La rapidità della musica di quella perfezione che fa risplendere all’unisono tutti gli esseri e le cose. Ma dobbiamo anche imparare a ringraziare per ciò che è lento. 

La lentezza delle attese più esigenti, 

la lentezza del costruirsi, la lentezza della contrarietà, la lentezza dei processi di cui non si vede subito l’esito, la lentezza delle domande che non trovano risposta immediata, la lentezza del dubbio che trafigge la sera, la lentezza della fatica, la lentezza del vuoto, la lentezza che pesa nelle mani, la lentezza della malattia, la lentezza della solitudine, la lentezza del lutto, la lentezza dei cammini che si snodano pieni di curve. 

José Tolentino Mendonça mercoledì 18 ottobre 2023, Avvenire.it

Come un grande albero...(C.P. Estes)

In tutte le donne, soprattutto quando entrano nell'età matura, alberga una forza sotterranea e invisibile che si esprime attraverso intuizioni improvvise, esplosioni di energia, acute percezioni, slanci appassionati: un impulso travolgente e inesauribile che le spinge ostinatamente verso la salvezza, verso la ricostruzione di qualsiasi integrità spezzata. 

Come un grande albero che, per quanto minacciato dalle malattie, colpito dalle intemperie, aggredito dalla furia dell'uomo, non muore mai ma miracolosamente e pazientemente continua a nutrirsi attraverso le proprie radici, si rigenera e rinasce per mantenere il proprio spirito vitale così da poter generare nuovi germogli cui affidare questa eredità inestimabile.

Clarissa Pinkola Estes 

La danza delle grandi madri

martedì 13 ottobre 2026

Alla povera mia fragilità (MARINA CVETAEVA)


Alla povera mia fragilità 

tu guardi - e non dici una parola.

Tu sei marmo, ma io canto,

tu - statua, ma io - volo.

So bene che la dolce primavera

agli occhi dell'Eterno è un niente.

Ma io sono uccello, non t'offendere

se è leggera la legge che mi governa.

(16 maggio 1920)

MARINA CVETAEVA

sabato 10 ottobre 2026

Sul cambiamento....

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐞, 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐢 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐞.

Non perché la tua guarigione sia una minaccia, ma perché le tue ferite, le tue paure e i tuoi conflitti, a volte, erano diventati il terreno sul quale qualcun altro aveva costruito le proprie comodità.

Finché avevi paura di deludere, potevano chiederti qualsiasi cosa. Finché cercavi approvazione, bastava un loro giudizio per farti dubitare di te stesso. Finché avevi bisogno di essere amato, eri disposto persino ad abbandonarti pur di non perdere qualcuno.

Ma poi accade qualcosa. 

Cominci a riconoscere il tuo valore, a rispettare i tuoi confini, a non tradire più te stesso per conservare un legame. 

E proprio quando ti aspetteresti che le persone a te vicine festeggiassero la tua rinascita, alcune iniziano a guardarti come se fossi diventato un estraneo.

Sei cambiato. Non te ne frega più nulla. Adesso pensi soltanto a te stesso.

Queste sono le parole che pronunciano. Ma, a volte, dietro quelle parole si nasconde un messaggio che non hanno il coraggio di confessare nemmeno a se stessi:

Non sei più come faceva comodo a me.

Ed è proprio qui che devi prestare attenzione, perché questo è uno dei passaggi più delicati di ogni autentica trasformazione interiore. 

Potresti essere tentato di tornare indietro, di rimpicciolirti ancora una volta, di indossare nuovamente la vecchia maschera pur di non perdere l'affetto di chi ti circonda.

Ma ricorda: non ogni legame che si spezza è una perdita. A volte è semplicemente una forma di vita che non può più accompagnare ciò che stai diventando.

Nella prospettiva della legge di affinità e risonanza, quando cambia la tua energia, cambia anche il modo in cui entri in relazione con il mondo. 

Non perché tu diventi superiore a qualcuno, ma perché ciò che un tempo ti attraeva potrebbe non rispecchiare più la tua nuova coscienza.

Alcune persone si allontaneranno. 

Altre, forse, impareranno a conoscerti di nuovo. E proprio nello spazio lasciato da ciò che non risuona più con te, potranno nascere incontri, relazioni e legami più autentici, nei quali non dovrai rinunciare a te stesso per sentirti accolto.

Perciò osserva, veglia e sii presente. Non trasformare ogni critica in un attacco, né ogni allontanamento in un tradimento. Impara a distinguere chi soffre perché sta imparando a conoscerti di nuovo da chi pretende che tu rimanga prigioniero della persona che eri.

E soprattutto, quando arriverà la tentazione di tornare indietro per non perdere qualcuno, ricorda una cosa:

Non sei venuto al mondo per rimanere fedele alle tue ferite, ma per scoprire chi puoi diventare quando smetti di vivere attraverso di esse.

LIBRO CONSIGLIATO IL SACRO VIAGGIO DELL'ANIMA

~ Alessandro D'Adamo ~