martedì 7 luglio 2026

Fioriture 2, di Emilio Capaccio


FIORITURE II

La morte è ciò che accade 

quando il tempo stanco di coniugare il nostro nome

lo affida al silenzio 

perché impari un'altra grammatica

Il silenzio non è il contrario della presenza

Ci sono alberi che continuano a fare ombra 

molti anni dopo essere stati abbattuti

Ci sono persone che soltanto cadendo 

rivelano quanto cielo sostenevano

Perché morire non significa perdere 

ma restituire:

il ferro delle vene, l'acqua degli occhi,

il respiro, un flauto che il vento 

ci aveva lasciato per qualche stagione

( La cosa più strana sarà sempre 

il cuore che continuerà a battere 

in luoghi senza costole )

La morte ha un pudore che la vita non ha

Non trattiene niente

restituisce ogni volto alla sua materia 

di luce e memoria

come il mare che cancella le impronte 

senza insultare il cammino

È questo il suo segreto meno detto: 

non strapparci dal mondo

ma liberarci dall'equivoco di credere 

che il mondo ci appartenesse

Per questo non diventiamo assenza

ma la parte invisibile di ciò che abbiamo amato 

come il peso della luna 

che nessuno vede nell'acqua 

eppure insegna al mare come respirare.


Emilio Capaccio

Tristan Derème tradotto da Emilio Capaccio

 

Tristan Derème (1889-1941)

IVRESSE

Le soleil a doré tes lèvres. Un bourdon

s’éveille et bat les murs. Prends ton sourire et ton

ombrelle; tu courras dans l’herbe fraîche. L’aube

est moins claire que ton visage et sur ta robe

le matin lancera des flèches de clarté.

Tout chante et nous marchons vers ce bois écarté

où nous vîmes des musaraignes. Une huppe

a crié. Cet ajonc va déchirer ta jupe.

Je t’aime. Je voudrais que tu dises: «Je suis

heureuse.» Ne ris pas. Les grillons grincent. Suis

le sentier, ne mets pas tes pieds dans la rosée.

Une mésange sur les ronces s’est posée.

Elle s’envole. Tu partis naguère. Mais

tes doigts cueillent le thym et les houx embaumés.



EBBREZZA

Il sole ha dorato le tue labbra. Un bombo

si ridesta e batte contro i muri. Prendi il tuo sorriso e il tuo

ombrellino; correrai nell'erba fresca. L'alba

è meno luminosa del tuo volto e sul tuo vestito

il mattino lancerà frecce di chiarore.

Tutto canta e camminiamo verso quel bosco appartato

dove vedemmo dei toporagni. Un'upupa

ha lanciato il suo grido. Questa ginestra ti strapperà la gonna.

Ti amo. Vorrei che tu dicessi: «Sono

felice». Non ridere. I grilli friniscono. Segui

il sentiero, non mettere i piedi nella rugiada.

Una cinciallegra si è posata sui rovi.

Vola via. Partisti non molto tempo fa. Eppure

le tue dita raccolgono il timo e gli agrifogli profumati.


Traduzione di Emilio Capaccio