POESIA AGONIZZANTE
Lasciami agonizzare nel centro della tua carne.
Sottile quasi eterea appaio
come in una seduta spiritica
per far trasparire il mio incubo.
Ho terminato il mio giro, tra vasi purpurei,
ossidando la mia gola, raccogliendo il volo degli uccelli,
esibendo millimetro per millimetro il mio corpo,
dispiegando i miei odori.
Il mio tempo, non misurato da orologi,
scorre umido, untuoso,
a terminare la curva pericolosa.
Nell’antico specchio della mia casa d’argilla
non vedrò più il mio volto tatuato dall’acqua.
Emilio Capaccio
*
POEMA AGONIZANTE
Déjame agonizar en el centro de tu carne.
Delgada casi etérea aparezco
como en una sesión de espiritistas
para translucir mi pesadilla.
He terminado mi ronda, entre purpúreas vasijas
oxidando mi garganta, recogiendo el vuelo de los pájaros,
exhibiendo milímetro a milímetro mi cuerpo,
desplegando mis olores.
Mi tiempo no medido por relojes
corre húmedo, grasiento
a finalizar la curva peligrosa.
En el antiguo espejo de mi casa de arcilla
ya no veré mi rostro tatuado por el agua.
Orietta Lozano (1956)
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