sabato 17 gennaio 2026

Orietta Lozano tradotta da Emilio Capaccio

 

POESIA AGONIZZANTE


Lasciami agonizzare nel centro della tua carne.

Sottile quasi eterea appaio

come in una seduta spiritica

per far trasparire il mio incubo.

Ho terminato il mio giro, tra vasi purpurei,

ossidando la mia gola, raccogliendo il volo degli uccelli,

esibendo millimetro per millimetro il mio corpo,

dispiegando i miei odori.

Il mio tempo, non misurato da orologi,

scorre umido, untuoso,

a terminare la curva pericolosa.

Nell’antico specchio della mia casa d’argilla

non vedrò più il mio volto tatuato dall’acqua.


Emilio Capaccio

*

POEMA AGONIZANTE 

Déjame agonizar en el centro de tu carne.

Delgada casi etérea aparezco

como en una sesión de espiritistas

para translucir mi pesadilla.

He terminado mi ronda, entre purpúreas vasijas

oxidando mi garganta, recogiendo el vuelo de los pájaros,

exhibiendo milímetro a milímetro mi cuerpo,

desplegando mis olores.

Mi tiempo no medido por relojes

corre húmedo, grasiento

a finalizar la curva peligrosa.

En el antiguo espejo de mi casa de arcilla

ya no veré mi rostro tatuado por el agua.

Orietta Lozano (1956)

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