lunedì 15 dicembre 2025

Marco Guzzi sulla...pazienza (!)

Sento con forza in questi giorni il valore della pazienza, la profondità del suo significato.

Pazientare infatti non significa altro che patire il tempo, sopportarne il peso.
Il tempo pesa.
C'è nell'esistenza terrena, che è interamente segnata dalla temporalità mortale, e cioè dalla nostra finitezza, un elemento di peso, un peso intrinseco da sopportare, e questa sopportazione richiede appunto tanta pazienza, tanta capacità di soffrire.
La pazienza in tal senso non ha proprio nulla a che vedere con un vago tirare avanti o tirare la carretta o tirare a campare, essa piuttosto è imparentata con la passione, con il pathos più estremo, e in una certa misura anche con la pazzia.
Pazienza, passione, pazzia per attraversare il tempo, anche nel senso di attraversarne la soglia, superarla verso l'intemporale, l'Area in cui sfuma ogni nostro patire, e ove la nostra pazienza viene sempre di nuovo premiata.
Forse proprio a questo miracolo pensava san Giacomo quando scrisse: "E la pazienza completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla" (Gc 1,4).
Marco Guzzi

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