sabato 20 maggio 2023

Una poesia e un pensiero di Franca Mancinelli

 

Un colpo di fucile
e torni a respirare. Muso a terra,
senza sangue sparso.
Cose guardate con la coda
di un occhio che frana
mentre l’altro è già sommerso, e tutto
si allontana. Gli alberi
si piegano su un fianco
perdono la voce in ogni foglia
che impara dagli uccelli
e per pochi istanti vola.

Franca Mancinelli


                                                  ph Miriam Bruni



Chiudere gli occhi non è infatti soltanto allontanarsi dalla realtà, ma è anche la possibilità di entrarvi attraverso uno sguardo più profondo, come per esempio quello che si apre nella meditazione, uno sguardo capace di vedere le «luminescenze» e di «attraversare l’immagine», ossia di vedere le connessioni che uniscono tutta la materia. Nella parte centrale di questo libro, una breve sequenza è poi dedicata a Lucia, santa protettrice della vista, che ho conosciuto attraverso i suoi numerosi ritratti e che è diventata per me, in particolare grazie alla pala di Lorenzo Lotto conservata a Jesi, l’emblema di una forza originaria e inerme che resiste a ogni forma di violenza, proprio come la luce su questo pianeta.

sabato 8 aprile 2023

Una poesia di Ilaria Giovinazzo: "L'anima resiste"

 



L'anima resiste
alle offese ricevute,
alle piogge torrenziali
che la scolorano,
alle sgranature oscure
in cui precipita talvolta.
E rifulge.
Muto diamante perfetto
incastonato nella carne.

Ilaria Giovinazzo

lunedì 20 marzo 2023

Una poesia di Carmela Laratta: "Tu non conosci il verso che mancava"









Tu non conosci il verso che mancava
quando imbrigliavo i brividi assopiti
-culla di primavera ormai passate-
perché il pudore di frustoli d' amore
non mi ferisse l' aorta e il volto stanco.
Avrebbe lui saputo cosa fare:
donare ai rettilinei del letargo
stagioni gialle , risate scapigliate,
e invece ci trovammo sfatti al suolo,
gobbe di pane duro e toppe informi
che imbavagliarono il sangue ancora acceso
che non sapeva rifiorire ed ansimava,
e mi moriva, mi moriva dentro,
come il più inutile dell' ultimo pastrano.
Ecco perché non riesco a riscaldare
i rimasugli della mia imperfezione,
e il filo di sutura che non regge
nell' assoluto della malinconia
sa che non fu di verbi che mancasti,
ma del fiorire della tenerezza
                                                                    La vita era in disparte e mi legò
                                                                      con trame nelle rughe di mancanze.
                                                                         Inciampo, senza dire una parola.