mercoledì 10 marzo 2021

Una poesia di Grazia Fresu

 Come ti canto, vita?

Come ti canto, vita?
Il tuo operare segreto
nascosto tra bastioni
di città e di memorie
il tuo vento
d'aromi cristallini
il salmastro e il cemento
la nicchia
di quel bacio
di quel verso.
Come ti canto, vita?
Le tue spade feroci
il tuo sorriso
nel cavo degli incontri
la bellezza assetata
il lamento dei giusti
la polvere e la spiga
sulle strade
la fine di un amore
la morte di una madre
di un padre di un amico.
Come ti canto, vita?
I fiumi di nonsenso
gli altari incoronati
i giorni di passione
il tradimento
la speranza
accesa nel dolore
lo spavento
di cuori inariditi
l'oltraggio del disprezzo
l'usura del tormento.
Come ti canto, vita?
Nel corpo che divora
i suoi furori,
nell'anima sventrata
dall'assenza,
nella voce del mare
venata del divino,
nelle parole buone,
la tua presenza
è l'alba e l'agonia,
la tua musica è il canto
delle infinite cose
assaporate,
è culla dell'umano,
angeli impreparati
demoni incatenati
al delirio del niente,
voli di mani passeri
aereoplani,
sogni di dedizione
e di avventura.
Come ti canto, vita,
danza dell'impossibile
alimento dell'eterno
e del tempo?
Grazia Fresu

martedì 9 marzo 2021

Un pensiero di Vito Mancuso su maschile e femminile

La vita si genera nell’incontro tra il maschile e il femminile, ma ciò che la promuove, la nutre e la sostiene è il femminile. Il femminile è per definizione cura del relazionale.

Il femminile però non coincide totalmente con la donna, perché è presente in ogni essere umano. Lo stesso vale per il maschile, pure presente in ogni essere umano. La vita matura è l’accordo armonioso in ognuno del femminile e del maschile.
Noi abbiamo ancora bisogno di una festa della donna per superare le diseguaglianze che ancora permangono nella nostra società e per lottare contro le violenze di cui le donne sono spesso ancora vittime. Tuttavia io penso che abbiamo bisogno soprattutto di una festa del femminile, lungo la storia troppo spesso maltrattato dal principio maschile esplicitatosi per lo più come volontà di potenza e di dominio e che purtroppo si può ritrovare all’opera anche in alcune donne, vedi per esempio la politica di Margaret Thatcher (così come il principio femminile si può ritrovare all’opera in alcuni uomini, vedi Gandhi o Nelson Mandela).
Uomini e donne impareranno a rispettarsi nel profondo quando capiranno che si co-appartengono, perché in ognuno vive il principio del femminile, che è la relazione, e il principio del maschile, che è la direzione. Questi due principi non sono il bene e il male, ma due dinamiche entrambe necessarie e che quando si armonizzano danno la maturità della vita».

Una poesia di Mariangela Gualtieri, Questo ti voglio dire

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.
Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.
E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere -
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.
Adesso siamo a casa.
È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.
È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.
Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.
Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.
Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.
A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora -
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.
Mariangela Gualtieri

domenica 7 marzo 2021

Paul Eluard tradotto da me "Soeurs d'espérances"

Soeurs d'espérance oh femmes courageuses

Contre la mort vous avez fait un pacte
Celui d'unir les vertus de l'amour
Oh mes soeurs survivantes
Vous jouez votre vie
Pour que la vie triomphe
Le jour est proche oh mes soeurs de grandeur
Où nous rirons del mots guerre et misère
Rien ne tiendra de ce qui fut douleur
Chaque visage aura droit aux caresses
P.Eluard
Traduzione mia:
Sorelle di speranza, oh, donne coraggiose
Contro la morte avete stretto un patto
Quello di unire le virtù dell'amore
Oh mie sorelle sopravvissute
Voi vi giocate la vita
Affinché ella trionfi
E' vicino il giorno, sorelle mie di grandezze
In cui biasimeremo i lemmi "guerra" e "miseria"
Niente di quel che fu dolore reggerà
Ogni viso avrà diritto alle carezze

Miriam Bruni - una poesia da Cristalli: " Non mi servono "