Trittico, di Miriam Bruni
Non sono capace, amore, di farti un canto.
Tu sei tutto di spine e di fuoco
e mi tieni lontana dal tuo cuore
pericoloso. Io non so bastarti alla gioia
e così poco così poco mi pare
t’incanto, sollevo quell’ombra scontrosa
che tu sei tutto d’amaro e furore
tu sei in urto e sperdimento
mio velocista, mio primatista del cuore
mio barbarico ragazzo di vento
mio torrente furioso
arrivi alla mia acqua quieta
con onde e sonagli e pepite d’oro.
Vecchio fiume saremo un bel giorno io e te,
io acqua e tu moto, io sponda e tu vento,
io pioggia e tu lampo,
io pesce e tu guizzo d’argento
io luna riflessa, tu cielo tu spada
d’Orione, tu tutto l’amore umano
che tento che tento
d’amarti per bene
mio grembo splendenza.
E tu prendimi
portami con te
come un incendio
nelle tue abitudini.
ph Roberto Cerè
Il luogo dell’individuo è la società, ma il luogo della persona è un intimo spazio, scriveva Maria Zambrano in “Persona y Democracia”.
Da questo luogo vi parlo.
Buon viaggio nel mio viaggio
f.to L’autrice: Miriam Bruni
È quello che ha fatto Miriam Bruni in questo luminoso libro di umanità e fede, due connotati inscindibili per chi osa, trema e abbraccia il proprio “io credo”.
Tutto, Signore, ti offro
Tutto, Signore, ti offro
di questa scacchiera
impazzita: le ore,
la derelizione,
e queste mie forti paure.
Tutto, Signore, ti apro
dentro il mio liquido cuore,
che smuove, che sugge,
che vuole – senza sapere
per quanto o sin dove...!
Pastore buono
Sono piena
di esigenze inascoltate,
di bisogni insoddisfatti,
e ferite mal curate.
Che farò dunque, Signore?
Dimmi la Via, dammi l’Amore!
“Tutto è grazia” vorrei cantare,
di ciò che ho essere lieta;
di ciò che manca
scriver poesie.
E sempre lodarti,
Gesù – sempre seguirti:
Pastore buono;
difficile e dolce maestro,
e mite come nessuno...!
Tenerissimo questo grido sottovoce dove non si distingue più il poeta dal fervido credente: versi che rispecchiano appieno le parole del monaco cristiano statunitense Tomas Merton Il poeta entra in se stesso per creare. Il contemplativo entra in Dio per essere creato
Vicino a Te
Stendersi qui,
vicino a te,
costole a terra.
Puoi appoggiarlo – il piede –
sul mio collo.
Sui capelli tagliati dopo anni.
Lo so, cammini scalzo,
ma è che di Te mi fido e amo il tuo polso,
la caviglia, e quel tuo muoverti nel mondo.
E il saio
cucito da tua madre
con infinita dedizione.
Ricoprimi, Yeshua, di quelle vesti di pura Luce
che mostrasti sul Tabor. Riposami,
ti prego,
solleva per un poco la mia croce,
bisbigliami l’amore
Se scrivi solo per te stesso, puoi leggere quanto hai scritto e dopo dieci minuti ne sarai tanto disgustato da desiderare di essere morto.
Questo libro, che ha già strada alle sue spalle, è ben conscio del cammino che lo attende, della tanta gioia da consegnare.