giovedì 19 maggio 2022

Una poesia di Franca Mancinelli: "padre e madre caduti"


padre e madre caduti

frutti che non potevano
marcirmi attaccati
mentre nudo imparavo
a reggere il cielo
come un uccello sul dorso, lasciando
campi e case affondare.
L’azzurro torna
a coprire la terra. Trattengo
nel becco il ricordo,
il seme che sono stati.

venerdì 6 maggio 2022

Una poesia di Ida Palombo



Talmente dura fu la salita
che dimenticai la rosa.
Cosi abbracciata alla roccia
come edera tra le mura
di una vecchia casa
ero dell'Infinito Oltre
la solitaria sposa.
Mi chiesi ove scorreva il sangue
se tra le crepe del dolore
o la fatica della neve
che si scioglie
al Sole.
Decisi di non tornare indietro.
In basso era l'abisso,
ormai un abito smesso.
Mentre la cima
era il mio chiodo fisso.
Lassù avrei rivisto
chi mi attendeva al varco.
Come fune
mi fu lanciata la rosa
dalla celata Luna
che fu tra i fiumi in piena.
Non la vidi...
dipinta sulla cieca pietra
e continuai a cercarla
nella lunga attesa
di un cuore senza resa.
La notte si avvicina
ogni mattina
ma io non scendo
dall'amar l'Amore...
Per quel Tempo eterno
tra Primavera e Inverno
che va oltre l'affanno.


Ida Palombo, poetessa di fiabe nuove e antiche
Versi poetici liberamente ispirati al racconto
"L' usignolo è la rosa" di Oscar Wilde

domenica 1 maggio 2022

Una poesia di Rubina Valli: "Sotto la mia pelle"



Sotto la mia pelle
Abitano intricati spaventi
Ma anche caldi ripari di luce
Nel grembo una luna matura
E tra spigoli d’ossa
Un cuore come un lupo in inverno
Inesplicabile archivio di vita


Rubina Valli

Una poesia di Mary Wollstonecraft : "Nodi sciolti"


NODI SCIOLTI

Per non perdersi
Bisogna cercarsi dentro i libri
Sdipanare quel filo
Che chiarisce ogni percorso
Conoscenza è intuito calibrato
Una radianza senza resa
Non tutte le vestali amano
Il focolare pur amando
Il fuoco
Non tutte le veggenti
Vengono ascoltate
Tra madre e figlia
Passano molti segreti
E mandati che alla fine
Sciolgono ogni nodo

venerdì 22 aprile 2022

Una poesia di Ungaretti


E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.
 
Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

 
E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.
 
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.
 
- Giuseppe Ungaretti