lunedì 4 ottobre 2021

Izet Sarajlic - La cosa più importante

La cosa più importante

quando cominciammo a scrivere
non era tanto creare versi
quanto nei versi riabilitare l’amore.
Dovevamo riabilitare
tutte le parole dell’uomo
perché da coltello fino ad erba
tutte erano macchiate di sangue.
Scrivere una poesia
era la stessa cosa che piantare una betulla
in un parco a venire.
Chi è stato a fare il turno di notte
affinché il cuore del mondo non si fermasse?
Izet Sarajlic

sabato 2 ottobre 2021

Una poesia di Michele Carniel - Impressioni d'ottobre

 IMPRESSIONI D’OTTOBRE

L’abilità del tempo
crea labilità nelle mie ossa,
quanti scricchiolii dovrò ancora sopportare?
Per quanti cristalli dovrò ancora guardare attraverso?
Una mente stanca s’abbandona
a quel che vuole credere,
ho imprigionato tutti i miei sogni
ai vincoli della libertà,
confondendoli con figli mai concepiti.
Lascio alle poche righe di un quotidiano
il mio senso civico
ed alla tanto amata guerra
la perversione di un’intera civiltà,
ma ogni inchiostro si consuma
dovesse anche essere sostituito col sangue.
Nel cortile di fronte
il raggio d’azione di una catena
regola l’esistenza di un cane,
il mio silenzio lo aiuta
a non diventare mai uomo.

Il riso che scuote il ventre (Clarissa Pinkola Estés)

    

   (...se le lacrime aiutano a continuare, la risata è una delle migliori medicine...)

Per ridere bisogna espirare e inspirare in rapida successione.
Sappiamo che con la respirazione profonda sentiamo le nostre emozioni, mentre quando non desideriamo sentire, smettiamo di respirare, tratteniamo il respiro.
Nel riso, la donna può cominciare a respirare davvero, e cominciare quindi a sentire sensazioni non autorizzate.
Ma quali sensazioni?
Non tanto di sollievo, ne di conforto quanto di apertura a lacrime trattenute o a memorie dimenticate, o la rottura delle catene messe alla personalità sensuale .
Il riso che scuote il ventre è una delle migliori medicine che una donna possa ricevere.
Ho sempre pensato che il tè delle signore non sia che un resto di un antico rituale femminile, per stare insieme, e poter parlare con le viscere, dire la verità, ridere a crepapelle, sentirsi rianimate, e poi tornare a casa, dove tutto va meglio.
Di tanto in tanto le donne desiderano vivere in un'atmosfera squisitamente femminile, in solitudine o in compagnia.
È un ciclo femminile naturale.
Certe risate provocate da tutte quelle vecchie storie che le donne si raccontano, quelle storie di donne così incolori da essere completamente insapori... quelle storie rimescolano la libido.
Riattizzano il fuoco dell'interesse per la vita .
Il riso è sacro perché è salutare.
È sensuale perché è eccitante e provoca ondate di piacere.
Il riso si spartisce con se stessi e con tanti altri.
È la sessualità più selvaggia nella donna….
Nell' archetipo della Donna Selvaggia, il sacro e l'irriverente non sono separati ma vivono insieme come, immagino io, un gruppo di vecchissime donne ai bordi della strada in attesa del nostro passaggio
Sono nella vostra psiche, vi attendono per mostrarsi, e intanto si raccontano le loro storie e ridono come pazze.”
Da ‘Donne che corrono coi lupi’

La strada del nostro cuore è coperta d'ombra - Andrej Tarkowsky

La strada del nostro cuore è coperta d'ombra.

Bisogna ascoltare le voci che sembrano inutili, bisogna che dai cervelli occupati dalle lunghe tubature delle fogne e dai muri delle scuole, dagli asfalti e dalle pratiche assistenziali, entri il ronzio degli insetti.
Bisogna riempire gli orecchi e gli occhi di tutti noi, di cose che siano all'inizio di un grande Sogno.
Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi, non importa se poi non le costruiremo.
Bisogna alimentare il Desiderio.
Dobbiamo tirare l'Anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all'infinito.
Se vogliamo che il mondo vada avanti dobbiamo tenerci per mano.
Tutti gli occhi dell'umanità stanno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando.
La libertà non ci serve se noi non abbiamo il coraggio di guardarci in faccia, di mangiare con noi, di bere con noi, di dormire con noi.
La società deve tornare unita e non così frammentata.
Basterebbe osservare la Natura per capire che la Vita è semplice e che bisogna tornare al punto di prima, in quel punto dove noi abbiamo imboccato la strada sbagliata.

Andrej Tarkowsky - da “Nosthalgia”

venerdì 1 ottobre 2021

Una poesia di Emilia Barbato - Deve esserci


Deve esserci un’ulteriore inversione
nel cromosoma, una frattura
nascosta della catena
in cui nessun enzima riesce a penetrare,
una rottura irreparabile,
un filamento che continua a strapparsi
orientandomi verso l’abbandono,
generando una cisposa
difesa negli occhi,
l’assenza feroce di una risposta,
deve trattarsi
necessariamente di una perdita,
una fuga progressiva
della materia, dei ricordi,
degli sguardi, del tono
caldo della voce.
Dove sei?
padre, uomo,
amico, mentore,
su quale sedia elettrica
ti condannano?
Morirai nuovamente
tu ultimo dei giusti?
Mi lascerai ancora
sola, ansante
a guadare queste acque?
I gorghi freddi
che scherzando battezzammo giorni,
una ressa senza te
mi avvince,
lasciandomi disattesa,
conclusa.

Emilia Barbato