sabato 6 marzo 2021

Una poesia di Giorgio Caproni


TU CHE AI VALZER DI UN TEMPO
Tu che ai valzer d’un tempo
in una furia lieve di suoni
ti lasci, non senti il tempo
di questo giorno che odora
d’agrumi – non senti il lampo
sulla collina nei fumi
di marzo.
Nei tuoi profumi
remota, uno sfarzo
di giovinezza al tuo petto
arde carboni – un perfetto
sogno: le tue canzoni
diroccate dal vento.

giovedì 4 marzo 2021

tris di poesie mie sul libro di Manuel Mazzara, Ab Initio

Le tre poesie inedite che un amico (che ora lavora e ha sposato una russa) ha deciso di inserire all'inizio del libro di memorie poetiche scritte per il figlio appena nato.

Spero possano trovare il vostro gradimento, o perlomeno essere opportune lì dove le ho donate...


TRIS DI INEDITI DI MIRIAM BRUNI
Siamo chiese
affrescate
riccamente
ma fuori
come case
nel mondo
indifferente

**********************

Quanto più
sarai grande
e forte
nell'amore
Tanto più
saprai chinarti
sull' inezia
- il particolare

**********************

Ricco non è
chi possiede molti beni,
ma chi sa
di volta in volta
trarne beneficio
- attingendo dai suoi ampi
magazzini. Non è
sapiente o colto chi ha studiato
anche intere
biblioteche - Ma chi sposta
con mitezza i suoi confini
- per fare spazio
ad altri fratellini.
1

Inedito di Miriam Bruni - Come il roveto di Mosè

Come il roveto di Mosè

Che ne è stato di quelle “parentesi”
dentro cui
a tuo dire mi proteggevi?

Grosse e alte catene di monti son
diventate:
impedimenti. Barriere che

tagliano l'aria, allontanano il mare,
e fanno che tu
più non senta il mio cuore.

E di tutta quella lava incandescente,
che ne è stato?
A contatto con l'aria si sarà

irrigidita, trasformata. Ma ricorda
che fu brama
di vulcano e che non si consuma:

resiste, sopporta ogni sfacelo
e rigetta
la sua gemma d'eternità verso il cielo.


Un pensiero-poesia di Marco Guzzi sull'urgenza di una nuova umanità

Uno dei sistemi più efficaci

per rendere innocui i popoli
è devitalizzarli, e uno dei modi
più potenti per toglierci la vita
è confonderci, stordirci, distrarre
la nostra attenzione
verso questioni secondarie, in modo che
i veri problemi possano restare occulti.
Ad esempio oggi in Italia
si parla ossessivamente,
24h su 24, e tutti i giorni
su tutti i canali TV,
di ogni minimo particolare
tecnico-economico
della manovra, e si costruisce
un dibattito pubblico
che sembra davvero importante,
e vivace. In realtà io credo
che tutto questo sistema
dell'informazione sia truccato:
tutte queste polemiche
sono in realtà del tutto secondarie,
quasi irrilevanti, sono una messa in scena
ben orchestrata, al fine di imporre
l'ordine del giorno
di ciò di cui ci si deve occupare,
di ciò di cui è lecito discutere,
proprio perché in realtà
non è di quasi alcuna rilevanza
se enucleato, separato, scisso
violentemente e arbitrariamente
dalle sorti complessive
e drammaticamente pericolanti del mondo.
Ancora una volta è Chomsky
a spiegare bene il trucco:
"Le polemiche possono anche essere violente
fintantoché si attengano a quei presupposti
che definiscono il consenso delle elites,
anzi entro tali confini
vanno addirittura incoraggiate,
perché contribuiscono all'affermazione
di queste dottrine, e contemporaneamente
consolidano l'impressione
che la libertà imperi. In breve,
ciò che è essenziale
è il potere di decidere
gli argomenti all'ordine del giorno".
Per cambiare questa situazione
è necessario, e impellente
conquistare alcuni spazi
della comunicazione di massa,
oltre Internet,
per modificare l'ordine del giorno,
e finalmente poter parlare
di ciò che per davvero sta succedendo:
la fine del neoliberismo suicidario,
la fine di un'intera figurazione egoica e bellica
di umanità,
la fine delle sue ideologie
materialistiche, riduzionistiche, e banali,
e di tutti i partiti
che ancora se ne fanno
portavoce in coma,
e la faticosa emersione di un altro
modo di pensare e di essere
su questa terra. Urge
perciò una televisione del Nascente,
un vero Servizio Pubblico
al servizio della nostra umanità
che non vuole farsi distruggere,
ma vuole rifiorire
in un nuovo e più libero pianeta.

Marco Guzzi

Una poesia di Marco Guzzi - Propizia è perseveranza


Propizia è perseveranza,

sancisce più volte l'I Ching,
l'antico Libro dei Mutamenti.
Ma chi è in grado di perseverare?
Chi è capace di tenere la rotta
per giorni, per mesi, per decenni,
anche quando esplode la bufera,
anche quando non spira
un solo alito di vento, e la bonaccia
accascia il timoniere, e devasta
gli umori dell'equipaggio? Chi dura
insomma? Chi resiste? E quindi
chi ce la fa, alla fine? Chi vince?

Il libro degli oracoli cinesi
non avrebbe dubbi: è il Nobile
che sa perseverare, è solo l'uomo nobile
che non vacilla, e pure se cade
mille volte, mille e una
si rialza, e riprende il cammino. E chi è
il Nobile però? Meister Eckhardt
direbbe che l'uomo nobile
è l'essere che ricorda sempre
la propria origine, che anzi
porta dentro di sé
quella sorgente
da cui il proprio essere proviene. Ecco
se sei così, e solo se custodirai
la fonte in te, viva e cosciente,
allegra e zampillante,
tu non mollerai mai, sarai tu stesso
fonte di acqua viva, eterna
sorgente di vita
per tutti i campi inariditi e stanchi,
per tutti i cuori fiaccati
dei tuoi fratelli.

Marco Guzzi