domenica 13 ottobre 2019

Amor Salvaje - Clementina Suarez



Amor salvaje.

¡Qué bien estás,
desgarrándome toda!

Amor salvaje.

¡Qué bien estás,
amenazando mi vida!

Amor salvaje.

Qué bien estás,
contenido en lo inexplicable.

mercoledì 9 ottobre 2019

Una poesia di Alida Airaghi


– Scolpisci la tua statua –
raccomandava Plotino.
Togli, raschia, leviga, ripulisci:
ecco che apparirà dal marmo informe
il tuo volto migliore,
lo splendore del divino
che hai nascosto. Libera
quello che dorme nel qualcosa
di ogni giorno, povera cosa
incolore relativa immediata.
Fai posto all’assoluto,
alla tua statua eterna
luminosa: intorno
ti sarà grata l’aria,
e il mondo muto.

martedì 8 ottobre 2019

Clara Lorenzini

La sua bocca è una farfalla.
Si posa ovunque su di me.
Sui miei occhi chiusi,
sui miei seni,
sul palmo aperto della mano.
La sua bocca è un bocciolo di rosa,
turgido scrigno di vellutato piacere,
rosso calice traboccante d'amore.
È fiamma
su una manciata di neve!
La sua bocca è silenzio,
accorata preghiera.
È pura dolcezza
e croce
d'infinita amarezza.
La sua bocca è poesia.
Tomba divelta,
resurrezione dell'anima mia.
Clara Lorenzini 29.04.2018 

venerdì 4 ottobre 2019

Jeff Foster

Mentre guarisci,
mentri ricordi la tua vera natura
(immensa e potente e presente e libera),
mentre espelli strati del sé condizionato,
mentre ti risvegli dal sogno
della vergogna e dell’abbandono di sé,
potresti trovarti in lacrime. Tremante. Furibondo.

Piangi, amico, infuriati.
Piangi tutte le lacrime che non ti sei mai permesso di versare prima.
Il corpo ha bisogno di piangere, a volte.
Di liberare energie represse.
Hai bisogno di esprimere il dolore per tutte quelle vite che avresti desiderato vivere,
tutte le vite che non saranno mai vissute,
per poter tornare a questa vita,
questo corpo, e questo momento.
Lascia perdere la tua immagine.
Ora hai bisogno di ruggire per la tua vita.

A volte la guarigione non ha un aspetto carino.
È una morte.
È una rinascita.
È un lasciare andare e un tornare in vita.
Piangiamo. Ci scuotiamo. Tremiamo. Urliamo.
Ci sentiamo “peggio che mai”. Facciamo casino.
Arriviamo a un livello di disperazione e di dubbio che non credevamo possibile.

Ma impariamo a fidarci del processo.
Impariamo a fidarci del fatto che queste emozioni “buie” devono essere sentite.
E vogliono essere sentite.
E desiderano essere sentite fin da quando eravamo molto piccoli.
Non c’è nulla di sbagliato in te,
anche se la mente dice,
“C’è qualcosa che non va in me”.
(E non c’è nulla di sbagliato in te,
neppure per l’aver avuto quel pensiero).
Fidati.

E sappi che a volte
avrai bisogno di avere dubbi.
E di dimenticare.
E di opporre resistenza.
Sì, sappi che opporrai resistenza alla tua guarigione, a volte.
E adesso puoi celebrare la tua resistenza .
Sì, sappi che opporrai resistenza alla tua guarigione, a volte.
E adesso puoi celebrare la tua resistenza!
Puoi celebrare tutto di te, adesso.

Mentre piangi. Mentre ti scuoti.
Mentre ruggisci come un leone.
Mentre implori Dio di avere pietà.
Mentre tocchi Terra un’altra volta.

Sì, stai guarendo nella tua maniera originale.

Anna Magnani

Ho aspettato per anni parole che non sono arrivate. Ho incollato zampilli di silenzio alla sorgente viva del mio dolore, prigioniera di un tempo mascherato di generoso impegno.
Tra lettere di lacrime derise
sono rimasta sola a perquisirmi l'anima per salvarmi la vita quel tanto che basta e aspettarti. L'attesa mi ha regalato saggezza, pazienza, frammenti di felicità.

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