martedì 7 luglio 2026

Tristan Derème tradotto da Emilio Capaccio

 

Tristan Derème (1889-1941)

IVRESSE

Le soleil a doré tes lèvres. Un bourdon

s’éveille et bat les murs. Prends ton sourire et ton

ombrelle; tu courras dans l’herbe fraîche. L’aube

est moins claire que ton visage et sur ta robe

le matin lancera des flèches de clarté.

Tout chante et nous marchons vers ce bois écarté

où nous vîmes des musaraignes. Une huppe

a crié. Cet ajonc va déchirer ta jupe.

Je t’aime. Je voudrais que tu dises: «Je suis

heureuse.» Ne ris pas. Les grillons grincent. Suis

le sentier, ne mets pas tes pieds dans la rosée.

Une mésange sur les ronces s’est posée.

Elle s’envole. Tu partis naguère. Mais

tes doigts cueillent le thym et les houx embaumés.



EBBREZZA

Il sole ha dorato le tue labbra. Un bombo

si ridesta e batte contro i muri. Prendi il tuo sorriso e il tuo

ombrellino; correrai nell'erba fresca. L'alba

è meno luminosa del tuo volto e sul tuo vestito

il mattino lancerà frecce di chiarore.

Tutto canta e camminiamo verso quel bosco appartato

dove vedemmo dei toporagni. Un'upupa

ha lanciato il suo grido. Questa ginestra ti strapperà la gonna.

Ti amo. Vorrei che tu dicessi: «Sono

felice». Non ridere. I grilli friniscono. Segui

il sentiero, non mettere i piedi nella rugiada.

Una cinciallegra si è posata sui rovi.

Vola via. Partisti non molto tempo fa. Eppure

le tue dita raccolgono il timo e gli agrifogli profumati.


Traduzione di Emilio Capaccio

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