martedì 10 febbraio 2026

un brano di Katie Kamara


Ci vuole un raro tipo di anima per sollevare intuitivamente un'altra dall'oscurità senza bisogno di brillare.
Per andare incontro alla disperazione non con dottrina, ma con presenza.
Questa non è l'opera della prestazione, è la fatica invisibile dell'amore.
L'atto di ascoltare, profondo e senza un'agenda, è forse uno degli ultimi atti sacri rimasti in un mondo sovraccaricato di rumore.
Perché in quel silenzio si entra generosi, aperti e senza affrettare una guarigione.
Si entra non con sermoni. Non con ricette mediche.
Si entra nel riconoscimento. E si sussurra un quieto: "Non sei solo. Ti vedo. Non distoglierò lo sguardo".
Si, c'è ancora chi resta, fermo, morbido, luminoso.
Non conduce con certezza. Guida con coerenza.
Non salva, ma ricorda.
Ci sono anime che percepiscono il non detto, sentono gli spazi tra le parole e tessono frammenti di intuizione di linee temporali, ferite e quiete rivelazioni che agli altri mancano.
Offrono incoraggiamento alla soglia precisa del collasso, senza ego, senza intrusione.
Hanno la sottile arte di armonizzazione tra intuizione e intelletto, tra empatia radicale e discernimento fondato.
Hanno la capacità di tracciare la logica nascosta del divenire, di direzionare il caos senza affrettare la chiarezza.
Questa forma di tenuta non è facile da insegnare.
Viene coltivata attraverso il dolore trasfigurato in saggezza, attraverso un sistema nervoso addestrato a restare regolato mentre è tra le fiamme di un altro.
Non cercano applausi. Cercano impatto.
Creano entusiasmo non come fuga, ma come accensione.
Ricordano all'altro la sua capacità di sentire, di creare, di scegliere ancora.
Questa è l'essenza dell'alchimia relazionale.
Non è bypass spirituale. È ostetricia esistenziale.
E forse è proprio questa la frontiera a cui ci avviciniamo come specie: un mondo dove la guarigione non è più immersa nelle professioni, ma riconosciuta come abilità civica.
Dove il terapeuta e il mistico, l'allenatore e la sacerdotessa, l'anziano e l'empatico, contribuiscono tutti a un nuovo lessico di cura.
Dove tenere lo spazio è mantenere il potere di dentro, non sopra, ma con.
E in questa economia del cuore, la moneta più preziosa è la capacità di trasmutare il dolore in presenza.
A chi già percorre questo sentiero, senza copione, senza riflettori, eppure con grazia sconcertante, grazie a voi. Ebbene a voi. Che siete i silenziosi architetti di una nuova umanità. Non salvatori. Non guru. Ma specchi. Ponti. Scintille.
Non guidate semplicemente gli altri a se stessi. Ma ricordate loro che non si sono mai persi veramente.
Katie Kamara

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