domenica 18 gennaio 2026

Cecília Meireles tradotta da Emilio Capaccio

 

CANZONE DELL'ALTA NOTTE

Traduzione di Emilio Capaccio
Alta notte, luna quieta
mura fredde, spiaggia bassa.
Camminare, camminare, un poeta
non necessita di casa.
Si chiude l’ultima porta.
Il resto è suolo d’abbandono.
Un poeta, nella notte morta,
non necessita di sonno.
Camminare... smarrire il proprio passo
nella notte, smarrita anch'essa.
Un poeta, in balia dello spazio,
non necessita neppure di vita.
Camminare... ― finché Dio consente
che la notte sia camminata.
Perché il poeta, indifferente,
cammina per camminare ― solamente.
Non necessita di niente.
*
CANÇÃO DA ALTA NOITE
Alta noite, lua quieta,
muros frios, praia rasa.
Andar, andar, que um poeta
não necessita de casa.
Acaba-se a última porta.
O resto é o chão do abandono.
Um poeta, na noite morta,
não necessita de sono.
Andar ...Perder o seu passo
na noite, também perdida.
Um poeta, à mercê do espaço,
nem necessita de vida.
Andar ... ― enquanto consente
Deus que a noite seja andada.
Porque o poeta, indiferente,
anda por andar ― somente.
Não necessita de nada.

Cecília Meireles (1901-1964)

sabato 17 gennaio 2026

Orietta Lozano tradotta da Emilio Capaccio

 

POESIA AGONIZZANTE


Lasciami agonizzare nel centro della tua carne.

Sottile quasi eterea appaio

come in una seduta spiritica

per far trasparire il mio incubo.

Ho terminato il mio giro, tra vasi purpurei,

ossidando la mia gola, raccogliendo il volo degli uccelli,

esibendo millimetro per millimetro il mio corpo,

dispiegando i miei odori.

Il mio tempo, non misurato da orologi,

scorre umido, untuoso,

a terminare la curva pericolosa.

Nell’antico specchio della mia casa d’argilla

non vedrò più il mio volto tatuato dall’acqua.


Emilio Capaccio

*

POEMA AGONIZANTE 

Déjame agonizar en el centro de tu carne.

Delgada casi etérea aparezco

como en una sesión de espiritistas

para translucir mi pesadilla.

He terminado mi ronda, entre purpúreas vasijas

oxidando mi garganta, recogiendo el vuelo de los pájaros,

exhibiendo milímetro a milímetro mi cuerpo,

desplegando mis olores.

Mi tiempo no medido por relojes

corre húmedo, grasiento

a finalizar la curva peligrosa.

En el antiguo espejo de mi casa de arcilla

ya no veré mi rostro tatuado por el agua.

Orietta Lozano (1956)

venerdì 16 gennaio 2026

Champourcin: "Al final de la tarde"

 

Al final de la tarde

dime tú ¿qué nos queda?

El zumo del recuerdo 

y la sonrisa nueva

de algo que no fue

y hoy se nos entrega.

Al final de la tarde 

las rosas siguen lentas

abriéndose y cerrándose 

sin caer aún en la tierra.

Al final de la tarde 

no vale lo que queda 

sino el impulso mágico 

de la verdad completa.


Ernestina De Champourcín

Dal libro "Antología de poetas españolas

________________________________________

Nacque a Vitoria (Álava), Spagna, il 10 luglio 1905, e morì a Madrid, il 27 marzo 1999.
Fu narratrice e poetessa. Visse in Messico dal 1939 (fino al 1972). Lavorò come traduttrice presso il Fondo de Cultura Económica (FCE) e per le case editrici Centauro e Herrero; fu cofondatrice della rivista Rueca e docente di Letteratura presso l’Instituto de Estudios Superiores Yacatia.
Appartenne alla Generazione del ’27.
Collaborò con le riviste Gaceta Social de México, Istmo e Romance.
Ricevette il Premio Euskadi di Poesia (1987) e il Premio Mujer Progresista (1987).
Nel 1992 fu candidata al Premio Príncipe de Asturias de las Letras. Nel 1997 le venne conferita la Medaglia al Merito Artistico del Comune di Madrid.

Presente ad Art City 2026 con alcune delle mie Ragna-Tele!

 


Miry poetografa ;-)



                                  ph Miriam Bruni

Un poema es un lugar raro 

en el que se guarda la vida (…).

Olvido García Valdés