domenica 12 aprile 2026

Una poesia di Luca Pinato


CHI RESTA

C’è sempre uno

che resta più esposto.

Non si ritira

quando qualcosa cede.

Non si chiude.

Non sposta il peso altrove.

Resta.

E prende su di sé

anche la parte dell’altro

che l’altro non regge.

Come una casa

quando il vento insiste

contro gli infissi

e in ogni stanza

cambia la tenuta dell’aria.

L’altro si chiude.

Fa del proprio dolore

una soglia stretta,

un varco dove passa solo

ciò che non pesa troppo.

E tu rimani fuori.

Non fuori dall’amore.

Fuori da ciò che cede.

Da ciò che trema.

Da ciò che chiede braccia

e non bellezza.

Ci sono mani

che sanno cercarti nel desiderio,

riconoscerti acceso,

intero,

luminoso,

e poi fermarsi

quando arrivi disfatto,

con la febbre del cuore,

con quella fame scura

che non chiede di essere capita

ma soltanto tenuta.

È lì che si spezza.

Prima della distanza.

Quando uno dei due

non è più luce da accogliere

ma peso da reggere.

Allora impari.

Non bussare.

Non tornare.

Restare fermi.

Lasciare che sia il vuoto

a dire se davvero mancavi,

se il tuo nome spostava l’aria,

se il tuo silenzio

cambiava la tenuta delle cose.

Finché lo capisci.

Non sei fuori

da una porta chiusa.

Sei la stanza

che l’altro

non ha costruito.

Luca E. Pinato

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