lunedì 2 marzo 2026

Epicoco sul Padre Misericordioso

Ci viene sempre da pensare che il protagonista principale della parabola del figliol prodigo sia appunto questo figlio minore che va via da casa sperperando il patrimonio di suo padre e vivendo come se proprio quest’ultimo fosse morto, infatti l’eredità ai tempi di Gesù la si poteva chiedere solo alla morte del proprio genitore. Ma la verità è che il protagonista di questa storia è l’amore di un padre che tenta in tutti i modi di farsi vicino ai drammi dei propri figli, sia che essi siano esteriori, come capita per i guai che gli combina il figlio minore, sia che essi siano interiori così come riguarda l’infelicità repressa del figlio maggiore. Amare è sempre difficile, ma Dio cerca di farsi spazio nelle nostre vite sempre, sia quando vanno a rotoli in maniera evidente, sia quando sono un inferno di solitudine che uno prova dentro di sé. Vivere la misericordia è considerare questo Padre più importante dei propri peccati, e più importante delle proprie frustrazioni. È ridare a Lui il primato relativizzando tutto ciò che ci ha condotti fuori strada. Troppo spesso rischiamo di rimanere in ostaggio dei nostri errori, o in ostaggio delle nostre paranoie interiori. Dio, dice Gesù, è un Padre che esce e va incontro a tutti qualunque cosa essi vivano, perché lo scopo di Dio non è salvare il patrimonio o la faccia, ma vedere chi ama felice. Sono le parole che Gesù mette in bocca al padre della parabola per spiegare al figlio maggiore la vera logica della gioia di chi ama: “bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.


Epicoco

Pensieri di Simone Weil...

 Da MISTICA DEL LAVORO

L’esclave est celui à qui il n’est proposé aucun bien comme but de ses fatigues, sinon la simple existence.

La grandeur de l’homme est toujours de recréer sa vie. Recréer ce qui lui est donné. Forger cela même qu’il subit.



!!!

L’éternel seul est invulnérable au temps. Pour qu’une œuvre d’art puisse être admirée toujours, pour qu’un amour, une amitié puissent durer toute une vie (même durer purs toute une journée peut-être), pour qu’une conception de la condition humaine puisse demeurer la même à travers les multiples expériences et les vicissitudes de la fortune — il faut une inspiration qui descende de l’autre côté du ciel.

S.Weil